Come funziona linkedin: i consigli per renderlo efficace

Nel mio precedente articolo ho spiegato quanto fosse importante approcciarsi con consapevolezza ai diversi social network che la rete ci mette a disposizione. In particolare, mi ero soffermato sull’uso consapevole di LinkedIn, il social network professionale per eccellenza.

Parlando proprio di uso consapevole di questo strumento, ora mi soffermo su due sezioni che lo compongono e che troppo spesso vedo essere sottovalutate.

La sezione informazioni è come il “mi parli di lei”

Si trova sotto la sezione dedicata alle “attività” nella quale sono riepilogate tutte le reazioni e azioni che un utente ha eseguito su Linkedin: like, commenti, condivisioni di post, di articoli e via dicendo.

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È l’essenza che compone un profilo di questo social network professionale e forse la più difficile da costruire. Fare personal branding in maniera sana, richiede una profonda conoscenza di sé stessi e soprattutto una grande onestà interiore. Scriverla richiede molto tempo e non è detto che rimanga sempre la stessa perché, così come cambia il mondo del lavoro, allo stesso modo fanno le persone. Per comprendere meglio come impostarla, dobbiamo immaginarci un recruiter che ci rivolge quella domanda che spesso e volentieri condiziona l’intero esito di un colloquio di lavoro e cioè: mi parli di lei.

Qui siamo portati subito a fare l’elenco della spesa delle nostre esperienze professionali, giusto ma non pienamente centrale alla risposta della domanda.

Dobbiamo calarci nel nostro Io professionale, ovvero sì parlare delle nostre esperienze professionali e dei nostri titoli accademici, ma dando al contempo quel tocco personale a questo tipo di informazioni. In sostanza, come siamo diventate persone migliori prima ancora che professionisti. Questo imprinting ci consente di catturare l’attenzione di un nostro visitatore, che può così essere invogliato ad agire una richiesta di collegamento (speriamo sempre personalizzata).

 

La URL di LinkedIn

Incredibile a dirsi ma anche LinkedIn possiede una URL. Pochissimi conoscono questa caratteristica e di conseguenza altrettante poche persone ne capiscono l’importanza. Sto parlando di quella serie di caratteri alfanumerici che seguono la dicitura del profilo LinkedIn dopo il nostro nome. Vediamo l’esempio grafico:

 

 

La parte cerchiata in rosso, quella è la URL. Di default, il nome viene seguito da una serie di lettere e numeri che sporcano il profilo a livello di SEO. Per tale motivo è davvero essenziale renderla pulita lasciando soltanto nome e cognome scritto senza spazi. Per farlo è sufficiente andare nella home del proprio profilo e nella parte in alto a destra cliccare la voce “modifica il profilo pubblico e la URL”.

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Facendo questa operazione il nostro profilo Linkedin una volta provvisto di tutti i contenuti scritti in maniera adeguata sarà ben indicizzato.

Conclusioni

Abbiamo confermato ancora una volta quanto the content is king, per riprendere una famosa citazione di Bill Gates scritta da lui stesso in un suo saggio che rivoluzionò proprio le regole del Digital Marketing.

Non servono iperbole condite di aforismi. Fare davvero la differenza sta nell’essere capaci di esprimersi nella più totale autenticità, anche online.